Frà Umile da Redipiano

 Il più illustre dei redipianesi, nato e morto a San Pietro in Guarano - Redipiano, che con i suoi sacrifici e con il suo smisurato impegno ha dato origine di fatto al paese di Redipiano

Frà Umile da Redipiano, al secolo Antonio Marsico, nacque il 5 Dicembre 1868 a Solecaldo di San Pietro in Guarano.

II suoi genitori, umili contadini, erano Marianna Maria Preite, di Luigi e Rosa Lio, nata a Castiglione Cosentino il 19 Marzo 1841 e residente nello stesso comune fino alla data del suo matrimonio con Luigi Marsico, di Nicola e Carmina Vencia, nato anch'egli a Castiglione C. e trasferitosi insieme alla propria famiglia, quando aveva appena quattro anni, nella zona di Santa Lucia - Solecaldo di San Pietro. Verso il 1840, infatti, il papà di Luigi, Nicola Marsico(1798) di Pasquale(1767) e Carmina Conte, insieme ai fratelli Pietro (1802) sposato con Maria Buglio (1804), Giuseppe (1805) sposato con Fortunata Preite (1809) e Michele (1809) sposato con Michelina Lanza (1813) si trasferirono nel comune di San Pietro chiamati dai Baroni Collice come amministratori di fiducia, in sostituzione dei fratelli Bruno passati alle dipendenze del Barone Guzzolini. Si era trasferita, qualche anno prima, da Castiglione a San Pietro, in seguito al disastroso terremoto del 1835, anche una loro sorella, Michelina (1799) sposata con Vincenzo Acri. Rimase a Castiglione, invece, quello che per le sue idee politiche diventerà il più famoso tra i fratelli, Antonio Marsico (1808), omonimo di Antonio - Fra Umile, sposato con Giuseppina Marsico. La vita di Antonio-Fra Umile fu contraddistinta, sin dalla tenera età, da una profonda fede cristiana, sentimento intenso che ha influenzato profondamente tutto il percorso della sua vita terrena. Da una testimonianza di mons. Giuseppe Agostino, vescovo di Cosenza e Bisignano "Fra Umile rivela da una parte e testimonia dall'altra un modello di vita cristiana provocante, essenziale. Uomo scarno, fuori da ogni schema. Significante la rudezza forte e saporosa della nostra terra di Calabria, Fra Umile è toccato dalla grazia. Il nome che assume è il volto di "povero credente", pieno di sapienza. La scelta della solitudine anche come esperienza radicale del cuore non lo isola ma, anzi, lo fa polo di richiamo di carità".

Sembra che già da piccolo amasse costruire nei posti più impensati della campagna dei minuscoli altarini fatti di rami, di sassi e di altri materiali di fortuna e davanti ai quali si fermava a pregare. Quando da giovincello gli veniva affidato il gregge spesso si estraneava e si metteva a pregare in qualunque posto si trovasse. Fino all'età di 20 anni circa, si dedicò con impegno e serietà al lavoro campestre insieme ai genitori e ai suoi numerosi fratelli, ma non senza aver lasciato intravedere in modo palese le sue reali aspirazioni. Ogni minimo ritaglio di tempo libero, infatti, egli lo dedicava alla preghiera e alle ragioni della fede. Sentiva di essere stato chiamato ad assolvere ad un compito più grande, ad un'opera più alta. Voleva, attraverso un'esistenza terrena condotta in grande umiltà e caratterizzata da privazioni e sacrifici, dedicare tutto se stesso agli altri e alla ragione della fede. Voleva, innanzitutto, costruire a Redipiano una grande chiesa dedicata alla Madonna di Costantinopoli, continuando l'opera del nonno Nicola che nella seconda metà dell'800 aveva costruito in quel posto una piccola cappella rurale. Pensava di abbinarvi anche una struttura conventuale, capace di ospitare in pianta stabile una comunità di religiosi ad immagine della vicina Castiglione dove egli stesso spesso si fermava.

Dopo aver indossato il saio durante una manifestazione religiosa nella chiesa parrocchiale di San Pietro, alla presenza di parenti e compaesani, diede inizio alla sua meravigliosa avventura. Da frate laico (non apparteneva a nessun ordine) con il nome di Fra Umile da Redipiano, in compagnia solo della sua grande fede cominciò a visitare paesi e città, disdegnando il freddo e il caldo, trascurando, a volte, di mangiare e di dormire, portando il suo messaggio d'amore e chiedendo un umile contributo per la realizzazione della sua opera. Fra Umile era considerato un saggio, un uomo con cui confidarsi, alcuni, addirittura lo consideravano un santo.

Si fermava per lunghi periodi lontano da Redipiano, nei paesini della fascia presilana e nella vicina città di Cosenza, ospite di nobili famiglie di benefattori. In giro si parlava di lui, tutti l'aspettavano, volevano conoscerlo, parlargli o chiedergli qualcosa, lui aveva sempre un buon consiglio per ognuno. Dopo una vita interamente condotta all'insegna della sofferenza, del sacrificio e della preghiera, ha concluso il suo itinerario terreno all'età di 96 anni, in una fredda giornata invernale, il 3 Gennaio 1964. Fra Umile ci ha lasciato in eredità, oltre alla sua grande opera materiale, un patrimonio morale e spirituale ancora più importante e significativo. L'umiltà, l'altruismo, la condivisione, il sacrificio, la tolleranza, la profonda fede così fondamentali nel suo vivere, rappresentano un significativo esempio ed ancora oggi un punto di riferimento per tutti.

Per saperne di più:

Titolo: Redipiano e l'opera di Frà Umile
Autore: Pietro Turano
Pagine: 128
Illustrazioni: 26
Editore: Editoriale progetto 2000
Anno: 1999

Titolo: Una scintilla di eternità
Autore: Gennaro Franco Lio
Pagine: 100
Illustrazioni: 39
Editore: Editoriale progetto 2000
Anno: 1999