Le origini

Le origini del nome

Nuovi studi fanno luce sul significato del nome "Redipiano".

Alcuni affermano che debba intendersi come il "Re del piano", ossia il migliore fra i pianori della zona; altri, invece, sostengono che debba essere considerato derivato da una delle frasi "ritorna piano" interpretando la voce dialettale Rerichjanu derivata da Reri (in latino Redire = Ritornare) e Chjanu (in dialetto=piano, lentamente) oppure ancora "Dietro il piano" ed in questo caso Reri potrebbe derivare dalla voce dialettale Arrieri (=dietro) e Chjanu (= piano o pianoro).

La spiegazione più attendibile, in base alle ultime ricerche sulla materia è quella dello studioso Maggiorino Iusi dell'Università della Calabria che provvede a sgombrare il campo delle spiegazioni precedenti cercando di fornire una spiegazione più scientifica e più attendibile. Se si prendono in esame gli atti notarili del '500, si scopre che l'odierno Redipiano non era altro che una " ayra de piano" che diventa Redipiano per la lingua dotta e Rerichianu per la lingua parlata, Conseguentemente ad una aferesi e alla trasformazione della d in r. Le stesse fonti avvalorano la predetta tesi quando ci consegnano una ayra de lupo, quindi Redilupo o Re 'e lupu, (aia del lupo) a seconda del contesto linguistico in cui quella parola si usa. Qui si vede come il rotacismo non sia imposto a livello ufficiale, pur conservandosi fortemente nella lingua popolare.

Notaio Francesco Cozzolino , scheda n.14 , anno 1533, f. 170r
" in baiulatione Guarani (....) certas terras aratorias in loco ditta ayra de piano"; 

Notaio Ritacca Passidonio , (scheda n. 233, anno 1706, f 209r 
"si vende un terreno nel territorio di San Pietro in località Redichiano". 

Notaio Arnone Benedetto (scheda n.2) anno 1517, f. 351r
"nobilis birardino poeta de gaurano (....) sponte (...) bendidit (....) certas terras (...) ubj dicitur ad ayra de lupo".

Notaio Rende Carlo (scheda n. 232) anno 1701, f. 121v
" un pezzo di terre (...) nel territorio di San Pietro (...) detto re de lupo" 


Il numero degli abitanti è quantificabile, oggi, in un migliaio circa. Fino agli inizi della seconda metà dell'ottocento il nome di Redipiano stava solo ad indicare, all'interno del comune di San Pietro in Guarano, un'anonima località di campagna contraddistinta dalla presenza di un incrocio, punto d'incontro di quattro stradine. Ai lati di questo quadrivio, immerso nella sconfinata campagna, era collocata una minuscola cadente "cappellina" o "nicchia votiva" e nel suo interno vi si trovava un quadro con l'immagine della Madonna di Costantinopoli. Questa cappella era presente su quel pianoro da "tempi immemorabili" e costituiva un salutare e provvidenziale luogo di sosta per i numerosi viandanti provenienti dai centri abitati vicini e diretti verso l'altopiano silano, o verso quella zona di campagna sampietrese denominata "Pignula", ricca di vegetazione e di ottimi terreni da coltivare. La sosta, quasi obbligata, accanto alla Cappelletta permetteva ai viandanti di ritemprarsi dalle fatiche e nello stesso tempo di ritrovarsi con la propria fede messa a dura prova dai continui impegni lavorativi. Erano molte le persone del posto, verso il 1860, che, per devozione alla Madonna e perché coscienti di quale interessante sviluppo si sarebbe potuto concretizzare in quel posto così ben collocato, meditavano di ingrandire la Cappella. 

Un primo significativo passo fu compiuto quando, per opera di Nicola Marsico di Pasquale e di Antonio Panza di Nicola, al posto della piccola Cappella venne realizzata una chiesetta capace di accogliere i fedeli della campagna circostante. Sull'altare, situato in fondo, di fronte all'unica entrata, venne sistemata una nuova, bella statua della Madonna di Costantinopoli appositamente costruita da alcuni artigiani montaltesi, più tardi arriverà anche l'imponente statua lignea di San Francesco d'Assisi. 

Dopo alterne vicende e animate discussioni si erano create le premesse per il futuro sviluppo urbano e abitativo nel pianoro di Redipiano. L'accelerazione definitiva, tuttavia, si determinò verso la fine del secolo, quando sulla ribalta della storia della piccola comunità si affacciò repotentemente la grandiosa figura di Antonio Marsico di Luigi e Marianna Preite, a tutti noto con il nome di:
FRA UMILE DI REDIPIANO.  

Fra Umile, nipote di quel Nicola Marsico artefice del primo ampliamento della Cappella, ridiede slancio all'opera del nonno. Grazie ai suoi sacrifici, al suo impegno e alla sua determinazione e anche grazie all'aiuto e alla collaborazione di tutta la popolazione del posto, negli anni 20 venne ultimato e consegnato alla Congregazione delle Piccole Operaie dei Sacri Cuori di Gesù una struttura conventuale adiacente alla Chiesa. Il convento è un grande edificio di due piani, di buona architettura. La parte interna è impreziosita da un bellissimo chiostro a forma quadrata con archi a tutto sesto in pietra locale lavorata. 

Qualche anno più tardi veniva completata e aperta al culto anche la nuova chiesa , ma solo nel 1935 arriverà il riconoscimento di parrocchia autonoma sotto il titolo di SS. Spirito Santo. L'interno, come lo possiamo ammirare ancora oggi, presenta una sola navata con volta a botte ed abside semicircolare con altare in marmo. Provvista anche di una Cappella laterale, quella di San Francesco di Paola, con all'interno la statua lignea ottocentesca del Santo. 

 Conserva al suo interno due dipinti, uno su tela del Tancredi del 1948 e l'altro su tavola in legno di autore ignoto. Interessante la presenza sul lato destro dell'ingresso principale di un antico fonte battesimale che riporta ben in vista la data della sua costruzione: 1831.

 Il fonte battesimale di proprietà (per un secolo circa) della vecchia chiesa di S. Pietro Apostolo in S. Pietro in G. fu generosamente regalato a Fra Umile dal parroco Don Pietro Napoli verso il 1935 in occasione del riconoscimento del titolo di parrocchia autonoma per la nuova chiesa di Redipiano. 

Subito dopo la costruzione della chiesa, nel pianoro circostante nascevano nuove e comode abitazioni, lo sviluppo fu favorito, anche, dall'inaugurazione della linea ferroviaria San Pietro Camigliatello Silano che era avvenuto il 10 Agosto 1931. Negli anni 50 veniva realizzata anche la strada di collegamento con S. Pietro, la quale dopo aver attraversato il centro di Redipiano raggiungeva l'altopiano silano. Nascevano, intanto, anche le prime attività commerciali ed artigiane, il processo di sviluppo era, ormai, ben avviato ed ancora oggi è in continua evoluzione..   

Archivio storico Luce:
Inaugurazione  tratto ferroviario San Pietro in Guarano - Camigliatello. Giornale Luce del 09/1931